La fusione fredda
[16/06/2011 13.30] Ho resistito fino ad oggi, ma voglio parlare di una cosa che potrebbe cambiare il futuro dell'umanità tanto quanto ha fatto, a suo tempo, la scoperta del fuoco e che non è stata diffusa più di tanto dai normali mezzi di comunicazione. A Gennaio il sig. Rossi e il prof. Focardi hanno tenuto pubblicamente un esperimento, poi ripetuto altre volte, sempre con lo stesso esito: produzione di energia.
Dove sta la novità? L' E-Cat, questo è il nome della macchina, produce energia dal nichel e dall'idrogeno ricorrendo, secondo i due ricercatori, alla fusione nucleare. In sostanza gli atomi dell'idrogeno si fonderebbero creando calore, che farebbe evaporare dell'acqua che a sua volta farebbe girare una turbina, producendo così energia.
Il processo sembra funzionare benissimo, e anche dei fisici svedesi, venuti anche per conto del Nobel, tendono a confermare la riuscita dell'esperimento, poichè a loro avviso la produzione di energia è eccessiva per qualsiasi tipo di reazione chimica o fisica conosciuta.
Ora anche Dennis Bushnell, scienziato capo della NASA, conferma il funzionamento del catalizzatore sostenendo però che non si tratti di fusione fredda, ma di una reazione nucleare a bassa energia (LERN). La differenza è minima ed è per lo più formale, sembra che sia stata introdotta poichè la tecnologia per produrla esiste da 20 anni, ma la ricerca ossessiva della fusione fredda "perfetta" ne ha dichiarato uno stop.
Ovviamente la gente potrebbe arrabbiarsi sapendo che la tecnologia di base esiste da 20 anni, ma la ricerca l'ha snobbata fino ad oggi.
Tornando all'E-Cat è necessario dare un pò di numeri, infatti il costo dell'energia prodotta dal catalizzatore, a prezzi correnti, è nell'ordine di un centesimo di € per kwh, praticamente gratis se poi consideriamo che la fusione sembra produrre rame, e quindi un elemento sempre più raro sul nostro pianeta, ma da sempre utilizzato nei modi più disparati e quindi rivendibile dall'utilizzatore del macchinario.
Tra le altre cose il nichel è uno degli elementi più comuni sulla Terra, nonostante sia quasi totalmente rinchiuso nel nucleo, rimane comunque molto diffuso a superfici più esplorabili dall'uomo. Anche in Italia abbiamo giacimenti di questo minerale ferroso che presto potrebbe diventare molto strategico.
Ai due ricercatori manca ormai solo il brevetto europeo, poichè hanno già ottenuto quello italiano, ma la questione non sembra di così facile soluzione, poichè il progetto di base era già esistente e nelle carte brevettuali mancano elementi fondamentali per il rilascio della patente. Nonostante questi problemi, pare, che il prodotto entrerà comunque in produzione in tempi brevissimi.
Ad Ottobre, infatti, verrà inaugurato un impianto in serie da 1 mw di E-Cat in Grecia, poichè sono stati loro i primi a crederci, e hanno già cominciato la produzione dei primi componenti in serie in due aziende. Era ovvio che gli imprenditori italiani si sarebbero fatti sfuggire un'occasione del genere, non sia mai che l'intrapresa in Italia abbia un futuro, cosa che sarebbe stata assicurata dalla produzione di un bene di questo tipo.
A detta dei greci il prodotto non sarà venduto, ma fornito, dato in affitto, e sarà l'azienda stessa a fornire tutti i componenti e i materiali necessari al funzionamento del catalizzatore, creando un sostanziale regime di monopolio/oligopolio. Ovviamente la riconversione energetica mondiale non potrà essere immediata e occorrerà tempo perchè il prodotto abbia una grande diffusione.
Le potenzialità sono evidenti, infatti ad oggi metà della popolazione mondiale non ha accesso a corrente elettrica a basso costo, un prodotto di questo tipo concorrerebbe a portare benessere e prosperità ovunque nel mondo, non solo, ma dopo la primavera araba abbiamo tutti capito l'importanza dell'accesso alle fonti di informazione come internet e la televisione. L'E-Cat potrebbe diventare il più importante portatore di democrazia di tutti i tempi.
Un altro punto importante è la resistenza che alcuni potrebbero fare nei confronti della scoperta, ma in realtà non dovrebbe dare così tanti problemi ai petrolieri come si potrebbe pensare, poichè il petrolio non viene utilizzato solo per la creazione di energia, ma anche per la tessitura, per i carburanti, per i prodotti cosmetici, per i lubrificanti e per altri mille usi.
Pertanto una riduzione della domanda mondiale di petrolio comporterebbe un prolungamento della vita dei giacimenti petroliferi, e con essi anche degli estrattori e dei raffinatori. Ciò comporta che i petrolieri dovrebbero essere contenti della scoperta e non il contrario, ma si sa gli uomini sono spesso molto stolti.
L'utilizzo del nichel per produrre energia ci permetterebbe di spostare le lancette dell'apocalisse climatica avanti di qualche decennio, poichè il processo è pulitissimo e non emette radiazioni all'esterno del macchinario, tempo preziosissimo che ci permetterebbe di fare ricerca su fonti ancora più rinnovabili di energia.
A questo punto vi lascio alla visione del video prodotto da Rainews24 http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4, e prometto aggiornamenti se ci saranno notizie, sicuramente appuntamento ad Ottobre dopo l'inaugurazione in Grecia.
postato da il consapevole
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