Giuliano Giannichedda
[14/04/2011 15.30] Giuliano Giannichedda è stato uno dei tanti giocatori che non hanno mai convinto del tutto. Cresciuto nell’Udinese di Zac dopo gli inizi col Sora, ha vinto una coppa Italia con la Lazio di Mancini nel 2003-2004, è stato un giocatore della Juventus di Calciopoli ed è entrato per qualche partita anche nel giro della Nazionale. Ma il potente mediano classe ’74, non è mai esploso.
A pochi anni dalla sua uscita di scena dal calcio che conta, non ha lasciato un segno indelebile della sua carriera. Lo si ricorda più che altro per il singolare cognome, o per la sua compagna Federica Ridolfi, o per i tanti cartellini gialli accumulati durante le partite. Su quest’ultimo aspetto vale la pena sottolineare la sua performance nella partita Danimarca-Italia 1-2 del 1999, quando il centrocampista entrò nella ripresa e collozionò due gialli di fila, guadagnandosi l’uscita anzitempo dal campo.
Abbastanza allergico al gol, si ricordano in particolare due perle: il definitivo 6-0 in Udinese-Lecce e l’1-0 che aprì le marcature in Udinese-Bari 5-1.
Dopo la parentesi juventina, visto lo scarso impiego in campo, Giannichedda firma col Livorno nell’estate 2008. È l’inizio della fine. Sia Orsi prima che Camolese dopo lo mandano spesso in panchina.
Nel novembre 2008 Giannichedda tenta l’ultima spiaggia e comincia ad allenarsi col Pisa, ma anche questo estremo tentativo si conclude con un nulla di fatto.
Per capire l’incerto destino della fama di alcuni calciatori nel tempo, forse possono essere d’aiuto alcune dichiarazioni.
È un ragazzo poco sicuro dei propri mezzi, ad esempio, il Giuliano Giannichedda che al termine della gara numero 100 in Serie A confessa: “Mai e poi mai avrei immaginato di tagliare questo traguardo quattro anni dopo il mio esordio: pensavo di metterci più tempo, anzi quando cominciai non ero nemmeno sicuro che avrei tagliato questo traguardo“.
Parole sincere di un atleta poco convinto, forse arrivato al calcio per caso, come conferma in un’altra intervista: “Quando ho cominciato a giocare a pallone, l’ho fatto solo per divertimento. Mai e poi mai avrei pensato che sarebbe diventato il mio lavoro. E anche l’approdo all’Udinese l’ho vissuto quasi con incoscienza: solo dopo qualche tempo ho capito l’importanza del passo compiuto“.
postato da Odraode
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